TUTTI I BRITANNICI HANNO PERSO IL REFERENDUM

Bagni di Lucca si è divisa. Non tra Villa e Ponte. Nemmeno fra italiani e inglesi. Neppure fra gli italiani con le loro varie posizioni politiche ma, invece fra gli inglesi stessi. Un popolo che si vanta di avere formato la madre dei parlamenti, d’aver inventato la tradizione democratica si è diviso a causa di un referendum che doveva essere un trucco meschino dal Cameron per farsi rivotare Primo Ministro ma che è finito come una pallottola nel proprio piede con sangue dappertutto. Per esempio, una parlamentare, la laborista Jo Cox, età quarantuno anni e devota al rimanere nell’unione europea è stata uccisa grazie direttamente all’infame referendum.

In più, il Brexit ha rivelato una profonda divisione tra i giovani e i vecchi, tra quelli che abitano in città e quelli in borghi provinciali e principalmente quelli che hanno avuto un’istruzione di un certo livello. Il Brexit ha svelato divisioni psicologiche che hanno profondamente disgiunto intere famiglie, amicizie e associazioni. Insomma, ha creato quello che si dice in inglese ‘a big mess’, un gran casino.

Come Voltaire, direi ‘Non credo un fico secco a quello che pensi tu, ma sacrificherei la mia vita per difendere il tuo diritto di dirlo.’ In questo caso, però, se il parere è supportato dall’ignoranza, infuso dalla propaganda di ricchi estremisti, basato sulla credulità del popolo che leggono i giornali come il ’Daily Mail’ e sui dinosaurici tradizionali, ma mai ancora estinti, valori xenofobi della ‘Great’ Britain, dalle bugie davvero insopportabili create da buffoni come ministro degli esteri Johnson, che ora si sono somministrati alla medicina di sbronzarsi in maniera nordica con pinte di birra tiepida inglese per dimenticare la loro ‘maxima culpa’, mi opporrei fortemente a quel pensiero illuministico.

Il Brexit ha sprofondato la Gran Bretagna in un caos che anche quelli che hanno votato per ’lasciare’ cominciano ora finalmente (ma troppo tardi?) a rendersi conto. Per esempio, tutto l‘apparato legislativo dovrà essere duplicato in Gran Bretagna con regole riscritte dagli standard di medicinali, alle norme di sicurezza, perfino sulle regole dei voli aerei e certamente sui moduli d’entrata al paese. Già è proposta una tassa per i britannici che vorrebbero accedere nell’unione europea, forse per pagare l’immenso costo amministrativo di questo disastro.

Già c’è lavoro per chi vuol diventare un burocratico o un civile servante’ (cioè impiegato dello stato). Ci saranno più di quindici mila posti per creare un nuovo ministro del Brexit. Ora, cari inglesi di Bagni d Lucca che vi lamentate per la mancanza di turisti quest’anno, che fingete l’ignoranza alle regole d’entrate, e che avete anche votato per lasciare l’Europa, partite dall’Italia sul serio: forse troverete un bel lavorino nel ministro del Brexit per almeno i prossimi dieci anni.

Trovo inconcepibile come un inglese che è residente del comune di Bagni di Lucca (oppure qualsiasi altro comune d’Italia) abbia potuto votare di lasciare una comunità che nel 1975 il proprio paese votò per entrare (dopo così tanti ‘non’ da quel De Gaulle). Ricordiamo poi che quel referendum del ’75 non era un imprimatur legislativo – era solo un’indagine nel parere degli inglesi. Perché sono cambiate le regole per un referendum ora? Infatti, nella corte suprema (cassazione si direbbe in Italia) c’è in corso un processo proprio per questo fatto: come non si potrebbe votare in parlamento per tale terremoto politico?

Ricordiamo quell’epoca grigia degli anni 1970 (se uno ha l’età). La Gran Bretagna moriva nella ruggine di vecchie industrie sorpassate, mancava contatti europei, gli spaghetti crescevano sugli alberi, il paese era privo di energia, si vestivano peggio degli stalinisti. Un tipico titolo nei giornali di quei tempi era ‘Nebbia sulla manica – il continente (d’Europa) separato dalla Gran Bretagna. Poi I britannici hanno scoperto le vacanze in Spagna…….e tutto è cambiato.

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Ricordiamo che la Gran Bretagna si chiama anche ‘Regno Unito’. Ci sono quattro paesi: l’Inghilterra, la Scozia, Il Galles e l’Irlanda del Nord che formano l’unione. Rammentiamo anche che in epoche più antiche l’Inghilterra era più disunita dell’Italia nei primi dell’ottocento. Esistevano regni diversi, di Mercia, di Wessex, di Anglia, per esempio.

Il referendum Brexit non ha solo diviso gli inglesi di Bagni di Lucca ma ha anche diviso il Regno Unito, metà delle nazioni della quale isola ha votato per rimanere in Europa.

Che casino!

E se un Italiano mi dice ‘Ma la Gran Bretagna ha fatto bene a dare un calcio all’unione Europea’ direi ‘allora fate lo stesso e vedrete cosa succederà ai vostri sussidi, al vostro già tenue mercato di lavoro, alla vostra lotta contro la corruzione, alle vostre regole, ai vostri scambi professionali, alle vostre ditte, ai vostri accordi d’istruzione, ai vostri fondi di ricerca europea.

Finiamo con una nota positiva. I direttori delle più stimate istituzioni inglesi, il Royal Opera House al National Gallery sono Italiani. Il direttore d’orchestra della grande City of Birmingham Symphony Orchestra (il vecchio direttore del quale è ora direttore della Berlin Philharmonie) è una Lituania di anni venti nove. Non si potevano trovare inglesi di sufficiente merito per queste posizioni e tutti sanno, specialmente i tanti Italiani che lavorano in Gran Bretagna che in quel paese la lettera di raccomandazione o la bustarella va ficcata nel cestino delle immondizie. Italia impara…….

Ah già. Mi sono quasi dimenticato. Anche l’Italia avrà un referendum tra poco.

Qui parla ‘Radio Londra’ o, almeno un inglese, residente di Bagni di Lucca da oltre undici anni.

Infine dico TUTTI I BRITANNICI HANNO PERSO IL REFERENDUM……

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